giovedì 21 maggio 2015

[INTERVISTA] Thinker e le sue "mini-storie"

È da un po' che non ci vediamo con delle interviste nuove, ma sono tornata. In giro su internet ci sono un sacco di disegnatori e artisti vari che mi piacciono, italiani e non: quest'oggi parliamo proprio di uno di loro. Il suo nome è Davide, ma ha una pagina facebook che si chiama Thinker: quello che mi ha colpito subito è stato il fatto di creare storie dal massimo di otto pagine, invece che cimentarsi nei webcomic stralunghi come fanno molti. Con la speranza che vi incuriosirete di quello che fa, non posso che augurarvi buona lettura!

Ti ringrazio molto per aver accettato la mia richiesta di farti intervistare. Direi che la prima cosa da fare sia quella di presentati a chi non ti conosce come artista.
Mi chiamo Davide, ho 21 anni e mi sono avvicinato al fumetto intorno ai primi anni del liceo. Leggendo manga ho, per emulazione, deciso di diventare un autore. Con il tempo ho realizzato il potenziale di questo mestiere e di come creare storie con la propria fantasia sia la cosa più soddisfacente del mondo. Ho inoltre allargato le mie vedute e adesso se posso leggo di tutto, non solo manga. Ho fatto un corso di un anno con Massimo Dall'Oglio che mi ha veramente aperto gli occhi ed insegnato a mettere il culo sulla sedia e stare con i piedi per terra. Attualmente sto pubblicando storie brevi su Thinker, la mia pagina facebook dove mi piace sperimentare cambiando genere e utilizzando ogni volta uno stile narrativo diverso, sia di disegno che di scrittura. Il mio obbiettivo è di prendere confidenza con il medium del fumetto e magari e migliorare come autore nella speranza di potermi presentare ad un editore a testa alta prima o poi.

Come ti è venuta in mente l'idea di creare storie brevi invece che cimentarti in un webcomic come fanno molti? Cioè, quand'è stato il momento in cui hai pensato: "Forse per il momento è meglio fare storie dalle due alle otto pagine invece che una a lungo termine"?
Sin dai tempi del corso con Dall'Oglio mi è stato insegnato a finire quello che ho iniziato e ad avere il dono della sintesi. Un funettista bravo è capace di raccontarti la stessa storia distesa in 400 capitoli o in 4 pagine. Di conseguenza io, che ho sempre avuto la pecca di dilungarmi in saghe lunghissime, mi sono sforzato da sempre a realizzare storie brevi. Quando ho deciso di aprire la pagina ho considerato di fare una serie, ma ragionandoci su ho pensato fosse sconveniente per svariati motivi:
1- avrei dovuto finirla prima o poi, cosa della quale non avevo ancora certezza. Se mai mi fossi ritrovato a disegnare per un editore o semplicemente impegnato con l' università  avrei lasciato la serie in pausa, facendo un torto ai lettori. Con le storie brevi posso smettere e riprendere quando voglio.
2- fare tante storie mi permette di sperimentare generi e stili diversi, che se invece inserisco in una serie unica rischio di generare un minestrone senza capo ne coda (come succede a molti manga). 
3- chiunque può leggersi Thinker partendo da qualsiasi storia, non deve recuperarsi 20 mila capitoli arretrati, di conseguenza ho pensato sarebbe stato anche più facile da parte del pubblico avvicinarsi ai miei lavori. 
4- odio far uscire una pagina alla volta, snatura il fumetto, poter leggere una storia dall' inizio alla fine mi sembra un approccio più professionale ed efficace, anche magari al costo di aspettare un pochino di più.
5- ho tante idee, voglio realizzarle tutte e facendo una serie per ognuna non ce la farò mai, così posso dare vita più facilmente a ciò che mi passa per la testa.
Qualcuno potrebbe dirmi che così i lettori non si affezionano ai personaggi, in quel caso rispondo che se non si affezionano è perché non sono abbastanza bravo, un autore bravo è capace di farti innamorare di un personaggio con poche vignette.

Secondo me in questo c'è anche un altro vantaggio: che i lettori si interessino più facilmente all'autore, almeno a me è capitato così. Comunque sia nell'ultimo punto hai detto che le idee non ti mancano, ma non hai paura dei periodi "bui" in cui le idee scarseggiano? Suppongo che capiti a tutti gli artisti in un modo o nell'altro...
Premettendo che se non ho idee per storie nuove non ne ho manco per una serie. Se si ha metodo le idee ce le si può costruire. È una cosa che ho imparato al corso e da allora non mi è mai capitato di non avere idee. Si può prendere spunto da qualsiasi cosa e costruire mattone per mattone la storia. Anziché immaginare il palazzo già finito si decide con quali mattoni costruirlo e lo si monta pezzo per pezzo. Ovviamente non sempre capita che una storia costruita così sia bella quanto una nata da un ispirazione ma una qualità accettabile la si può ottenere comunque. A questo si può aggiungere il fatto che magari mentre si costruisce la storia in modo razionale possono spuntare le idee creative. Per esempio il tema della prossima storia non mi è arrivato dal cielo, ho considerato quali tipi di storie non avevo ancora provato e,sceltone uno, ho iniziato a pensare come svilupparlo al meglio prendendo spunto da opere già lette o esperienze di vita. Tutta la storia che leggerete è stata creata metodicamente, non mi è venuta in mente così. Se si applica la divisione tra autori basati sull'ispirazione e basati sul metodo io appartengo alla seconda categoria. Il mio lavoro è intrattenere, non sono un artista che disegna solo se ha voglia, io non posso permettermi di rimanere senza idee. Detto questo anche se mi sforzo di "costruire" i miei spunti generalmente mi capita molto raramente di rimanere senza idee, sono molto fortunato sotto questo aspetto, la fantasia non mi è mai mancata.
Dimenticavo: la pagina si chiama Thinker, che vuol dire "pensatore" proprio per questo mio modo di gestire la narrativa.

Beh, in questo tipo di lavoro la fantasia è fondamentale, senza di quella non si può andare da nessuna parte. Seguendo la pagina ho notato che ti imponi di fare un numero di tavole minime alla settimana, se ricordo bene, poi correggimi se sbaglio, ma come riesci a rispettare le scadenze che ti dai?
Beh, finora ho dimostrato di fallire miseramente... diciamo che disegno ogni volta che posso. La parte difficile è dover ogni volta fare un salto nel vuoto. Con Invincibile per esempio ho pensato di cimentarmi nell'inchiostrazione digitale, dandomi una settimina di tempo per inchiostrare tutte le tavole ma alla fine ho sforato, non avevo calcolato bene il tempo necessario. Sperimentando ogni volta non si sa mai quanto tempo ci si impiega effettivamente e lo sto imparando a mie spese. Detto questo cerco di rientrare in delle scadenze per abituarmi ad essere professionale e diventare capace di disegnare sotto stress quando magari normalmente non avrei voglia. Quando posso però mi porto avanti, per esempio sempre invincibile l'ho iniziato prima che uscisse Resurrection.

Quando disegni hai delle abitudini particolari che non riesci proprio a farne a meno? Per esempio io quando scrivo (che si tratti di un articolo per il blog, piuttosto che di un racconto non ha importanza) devo ascoltare la musica o avere almeno la televisione accesa perché il silenzio mi da quasi fastidio e non riesco a produrre niente altrimenti.
Disegno quasi sempre ascoltando musica, un altra abitudine è quella di cancellare e rifare molto spesso, uno dei motivi per cui sono così lento. Per disegnare bene inoltre ho bisogno di molto spazio per il gomito, quindi disegnare sui mezzi mi viene praticamente impossibile

Ora ti faccio una domanda abbastanza cliché: c'è qualche persona (non dev'essere necessariamente un fumettista) in particolare che ha influenzato o che influenza tutt'ora il tuo modo di gestire la sceneggiatura piuttosto che lo stile di disegno?
Fai prima a chiedermi cosa non mi influenza. Ci sono tantissime cose che costantemente mi influenzano e di conseguenza influenzano il mio modo di raccontare il mondo. Sono talmente tante che non saprei elencarle, dalle persone con cui parlo, a quello che leggo, alla musica che ascolto,perfino i passanti che vedo per strada. Si può dire che il mondo intero sia la mia influenza maggiore. Se vogliamo parlare di autori posso fare qualche nome però. Hideaki Anno (Evangelion) e Mamoru Oshii (Ghost In The Shell) sono sempre stati miei punti di riferimento, così come a livello di fumetto lo sono Tite Kubo, Norihiro Yagi (Claymore), Takehiko Inoue (Vagabond), Kentaro Miura (Berserk), Makoto Yukimura (Vinland Saga) e Naoki Urasawa (Monster). Se parliamo di occidentali invece adoro registi come Zack Snyder (300, Sin City), Tarantino, Del Toro (Hellboy), Nolan (Inception) o Cuarón (Gravity). Per i fumetti occidentali Frank Miller (Sin City, 300), Vaughan e Fiona Staples (Saga), Stjepan Seijic (Death Vigil) ed il mitico Scott Mc Cloud.
Tra i giapponesi ho dimenticato Masamune Shirouw e Yoshiyuki Sadamoto (Evangelion). Volendo ci sarebbero anche videogiochi e musica ma davvero non finirei più...

In che modo la musica influenza concretamente con quello che fai? Anche io ascolto molto la musica, ma nel mio caso è semplicemente un modo per aiutarmi a rilassarmi e concentrarmi!
Spesso mi è capitato di creare spunti narrativi partendo dal testo di alcune canzoni ed in genere crea delle atmosfere tali che mi viene da pensare; "Cavolo voglio fare una storia con questa atmosfera!".

In genere trovi più difficoltà nel momento in cui devi pensare alla sceneggiatura di una storia o al disegno della stessa? E perché?
A dire il vero non saprei proprio, forse la storia, ma solo in alcuni casi dove non so come risolvere un particolare problema e ho bisogno di trovare una soluzione credibile. Per quanto riguarda il disegno con i layout vado abbastanza sciolto, è quando si tratta proprio di disegnare che inizio a rallentare molto. Non tanto per difficoltà quanto per insicurezza. Ma quello immagino sia semplicemente il mio modo di disegnare.



Parlando dei tuoi progetti futuro: è ancora troppo presto per parlare di una serie che sia più lunga delle otto pagine oppure hai già qualcosa in mente? Hai magari intenzione di prenderti uno stand un giorno (più o meno lontano) nella self area di qualche fiera?
Per ora niente di simile. Diciamo che una volta laureato ho intenzione di prendermi un anno o due durante i quali mi impegnerò con tutte le mie forze nel fare fumetti. Immagino che mi presenterò ad editori vari e farò il possibile per avere una pubblicazione vera e propria. Non sono molto propenso alle autoproduzoni, hanno senso solo se si ha un certo livello qualitativo secondo me, un livello che io non ho ancora. Con questo non voglio certo offendere tutte le persone che si fanno il culo con le autoproduzioni, semplicemente a me piace disegnare storie, non stare dietro un banco a cercare di convincere i passanti a comprare qualcosa, per quelle cose ci sono gli editori. Mai dire mai ovviamente, però attualmente non ho in mente progetti simili

Ok, perfetto, visto che non mi vengono in mente altre domande, direi che l'intervista è terminata: vuoi dire qualcosa prima "lasciarci" definitivamente?
Niente di particolare, spero che chiunque legga le mie storie possa apprezzarle, e se non gli piacciono gli chiedo di aspettare, la prossima sarà migliore.

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