giovedì 18 giugno 2015

[INTERVISTA] Alma e la sua iniziativa: “Italian Artist Revolution”

Era da un bel po' di tempo che avevo chiesto ad Alessandra, in arte Alma, quest'intervista a cui tenevo particolarmente: un po' perché la conosco bene o male da diverso tempo e un po' perché la ammiro per aver aperto un'iniziativa che è, sì, molto bella, ma che in un modo o nell'altro ti ruba diverso tempo libero. È stato difficile riuscire a pubblicare l'articolo che state leggendo per via degli impegni dovuti all'accademia che lei frequenta, però ce l'abbiamo fatta. Detto ciò, non mi resta che augurare buona lettura a tutti!

Spiega brevemente chi sei e introduci l’iniziativa.
Ciao ragazzi! Sono Alessandra e sono una studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Genova, specializzata in graphic design, che ha deciso di valorizzare il più possibile le autoproduzioni artistiche italiane aprendo un’iniziativa online che si occupa proprio di pubblicizzare e far conoscere a più persone possibile questo mondo. Di cosa sto parlando? Di Italian Artist Revolution! Un’iniziativa no profit che spero diventi un giorno un famosissimo portale dedicato, come già detto in precedenza, alle autoproduzioni artistiche italiane.
Ci concentriamo prevalentemente sulle produzioni di fumetti e sull’illustrazione, ma siamo aperti a tutti i generi d’arte e, quando ne abbiamo la possibilità, diamo spazio anche a chi magari produce musica, realizza filmati, crea sculture, programma videogiochi e tanto altro!
Procediamo un po’ a rilento, essendo pochi in staff, ma offriamo agli autori (e volendo anche ai fruitori) progetti volti a valorizzare i loro lavori, come ad esempio la nostra “Libreria di webcomics”, un album che raccoglie man mano tutti i webcomics italiani che sono online, sempre sotto consenso dei loro autori che sono tenuti a compilare un modulo prima di inserire il loro lavoro in questa biblioteca virtuale.

Cosa ti ha spinto a creare una cosa del genere? È qualcosa che desideravi da diverso tempo oppure l’idea ti è venuta per via di un episodio particolare che ha avuto?
Eh… È una storia lunga! Nel non molto lontano 2012 avevo un forum sulla piattaforma “forumcommunity” (bei tempi) dove, assieme ad amici, avevamo creato una community di “artisti manga”, dato che era quello lo stile che più ci attirava. Da lì ho iniziato a conoscere un po’ di autori nuovi italiani, anche grazie al gruppo di facebook “Mangaka per passione” e alle fanzine online come “Doraetos Manga” o “Mangaijin”, e mi ero resa conto di essere circondata da una marea di persone il cui sogno era quello di diventare un autore di fumetti professionista (all’epoca avrei detto mangaka, sarebbe stato più idoneo trattandosi di opere manga) e che faticavano davvero tanto a farsi conoscere in giro, venendo persino derisi dalla massa per il loro utopico sogno, a detta loro. Ad ogni modo, un giorno vengo contattata da un certo Ivan, che aveva un forum molto simile al mio, specializzato anche in scrittura oltre che nel disegno. Direi che la ragione che mi ha spinta ad aprire IAR è stata proprio la conoscenza di Ivan, facevamo tantissimi discorsi sul mondo degli autori emergenti e discutevamo su quanto fosse difficile farsi conoscere ai giorni nostri... Beh, dopo molte discussioni decidemmo di collaborare e di creare un luogo dove poter valorizzare al meglio questi autori esordienti sconosciuti e di rafforzare la cultura artistica del pubblico italiano: nacque così l’iniziativa! Dal forum passammo a Facebook creando il gruppo e successivamente la pagina che ora è diventata la nostra attività principale. Colgo l’occasione per ringraziare di cuore Ivan, che ormai non fa più parte del nostro staff perché impegnato in altri ambiti, per avermi dato la forza e il coraggio di affrontare una cosa simile, con la speranza che legga questa intervista!

Conoscendoti già prima dell'apertura del progetto, ho potuto vedere i diversi cambiamenti che nel tempo sono stati bene o male fatti, ma visto che non tutti hanno avuto la mia stessa fortuna ti faccio lo stesso questa domanda: rispetto all’inizio quanto sono variati gli obbiettivi che ti eri prefissata?
Oh domanda molto interessante! IAR ha subito tantissimo cambiamenti, è un’iniziativa in continua crescita! Inizialmente volevamo essere solo un gruppo, come ce ne erano tanti, che desse attivamente commenti ai lavori delle persone che vi postavano, incentrato solo sul disegno e sulla scrittura e ricco di contest dedicati ad entrambe le arti. Oltre a ciò, l’obiettivo iniziale era solo quello di riunire tutte le riviste online che pubblicavano fumetti e progetti dedicati all’illustrazione o alla scrittura, così da creare un un’unica grande piattaforma per non disperdere la grande quantità di autori esordienti italiani che c’era (e c’è ancora) in giro per il web. Dopo l’apertura della pagina iniziarono piano piano a cambiare le cose: iniziammo a pubblicizzare autori selezionati da noi inserendoli in album appositi, poi pensammo addirittura di diventare una specie di casa editrice virtuale ma, data la mia poca esperienza nel campo e il voler assolutamente rimanere un progetto no profit, senza nessun attaccamento ai soldi, dopo non molto il “piccolo sogno editoriale” sfumò. Successivamente iniziammo a pubblicizzare vari autori esordienti che ci chiedevano un po’ di aiuto per farsi conoscere, contest e giveaway organizzati da questi autori e notizie riguardanti la loro presenza a fiere del fumetto o eventi simili, quello che praticamente facciamo tutt’ora!
Ci saranno presto tanti cambiamenti, come già detto siamo in continuo sviluppo, cerchiamo di dare il meglio agli autori e anche a chi è o sarà loro fruitore!

È parecchio faticoso occuparsi di un progetto “così grande”? Sì? No? Come mai?
Si è abbastanza faticoso… Ma troppo gratificante per potersene lamentare. Quando non riesco ad avere il tempo materiale per occuparmi dei progetti dell’iniziativa mi piange troppo il cuore, amo fare questo “lavoro” e amo stare attorno a così tanti autori autoprodotti e spero di potermene occupare per tutta la vita. Fortunatamente negli ultimi tempi ho trovato un po’ di persone che hanno deciso di darmi una mano con IAR, come Maxwell (ormai conosciuto come il MASSIMO ESPERTO di webcomics), Chiara de Plano (autrice di Sasso coi Capelli), Alex Ziro di Animeclick, Cristiano di le 110Pillole, Claudia e Asu di Animeclick. Vi ringrazio di cuore per il supporto e ringrazio anche tutti gli altri fan che si prodigano a far conoscere l’iniziativa!

So che insieme a una tua amica, Greta, siete state al Cartoomics e avete avuto la possibilità di stare in uno stand a nome dell’Italian Artist Revolution: prima di arrivare là ti aspettavi di fare, detta da te, un’esperienza davvero positiva? Prima di partire come credevi che sarebbe andata?
Cartoomics è stata, sia per me che per Greta, la prima esperienza da espositore in una fiera del fumetto ed entrambe eravamo parecchio eccitate dall’idea.
Non avevo troppe aspettative, il mio unico scopo era quello di far conoscere l’iniziativa a più persone possibile, sia autori che lettori, e devo dire di essere rimasta piuttosto soddisfatta dei risultati, sia io che Greta ci siamo impegnate parecchio per pubblicizzare IAR e i nostri sforzi sembrano aver avuto successo!

Qualcuno entrando nel gruppo di facebook potrebbe pensare che in realtà lo staff (e te in primis) sia formato da ipocriti perché non c’è niente che lo differenzia dagli altri gruppi di disegno di spam. Come risponderesti a queste persone?
Questa domanda mi fa parecchio piacere, sai? Perché grazie ad essa posso finalmente spiegare PER BENE la situazione del nostro gruppo di Facebook. Come già detto in una domanda precedente, inizialmente il gruppo è nato proprio per essere uno dei tanti gruppi di Facebook dove poter far pubblicità ai propri lavori cercando di rispondere a tutti i post pubblicati dagli iscritti, poi per fortuna abbiamo deciso di cambiare rotta; come immagino tutti voi iscritti abbiate notato, il gruppo è in pausa perché subirà presto delle modifiche per renderlo diverso da tutti gli altri gruppi di disegno che sono su Facebook, perché anche a me non sta bene che venga considerato un gruppo come un altro, utile solo a farsi pubblicità, anche se mi viene molto utile per la creazione di post sulla pagina che è ora il cuore di tutta l’iniziativa.
A dirla tutta, vorrei non fosse manco considerato un “gruppo di disegno”, ma semplicemente il gruppo di Italian Artist Revolution, un gruppo dove si DISCUTE di autoproduzioni!
Cosa risponderei dunque a chi considera me e tutto lo staff degli ipocriti? Penso che abbiate tutto il diritto di pensare una cosa simile date le attuali condizioni del gruppo, proprio per questo vorrei aggiornarlo.
Dunque chiediamo scusa a tutti gli utenti che si aspettavano un gruppo diverso dal solito, cercheremo di migliorarlo il prima possibile, spero che anche voi utenti ci possiate aiutare in questo, il gruppo funziona anche grazie a voi e non solo grazie a noi staffer.
C’è da dire anche che l’obiettivo principale dell’iniziativa non è tanto quello di essere presi in considerazione all’interno del gruppo di Facebook, bensì quello di valorizzare un’opera al di fuori di esso soprattutto, dunque non è neanche tanto corretto considerare il nostro gruppo e quello di altri come la piattaforma principale per farsi; questo è il mio punto di vista, spero possiate comprenderlo e se aveste qualcosa da ridire a riguardo, di costruttivo ovviamente, rendetemene partecipe, i consigli per migliorare li accetto volentieri!

Ora ti faccio una domanda un po’ più “personale”: quand’è che hai iniziato a seguire attivamente progetti autoprodotti o webcomics italiani?
Non vorrei sbagliarmi ma penso di aver iniziato alla fine del 2012, quando scovai la rivista di Doraetos Manga. Immagino che per alcuni sia “shoccante” sapere che seguo autoproduzioni da così poco perché, da ciò che dico e faccio, sembra invece che sia nel campo da chissà quanto… E invece no: anche io, come molti autori che conosco tra l’altro, ho iniziato da poco ad interessarmi al mondo delle autoproduzioni ed è abbastanza normale secondo me: nessuno di noi ha mai avuto una consistente conoscenza di questa parte del mondo dei fumetti e in generale dell’arte italiana perché è un fenomeno molto recente, che si sta diffondendo solo negli ultimi anni. Quindi non esiste ancora una dovuta sensibilizzazione al fenomeno.

In merito alla tua esperienza personale, quale credi siano i problemi principali della poca considerazione sull’arte da parte degli italiani nonostante viviamo paradossalmente in uno dei paesi più artistici?
Questo problema lo considero un po’ come una Sindrome di Stendhal al contrario. Siamo talmente circondati dall’arte che ormai noi italiani possiamo farne anche a meno, pensiero sbagliatissimo. Il problema principale secondo me sta nell’insegnamento all’interno delle nostre scuole, di ciò che i media divulgano alla massa e anche il modo in cui sono gestiti i nostri musei, aree archeologiche e quant’altro ha la sua importanza. I giovani d’oggi sono poco invogliati ad interessarsi all’arte in generale, pensate solo che già all’interno di un Liceo artistico la gente inizia a fregarsene bellamente dell’arte ed avendo frequentato questi ambienti posso affermarlo con sicurezza, questo è abbastanza grave.
Se poi volessimo parlare, nello specifico, delle autoproduzioni di fumetti e fiere del fumetto, secondo me il problema sta nella cattiva divulgazione di questo mondo e della scarsa considerazione che si ha nei confronti di questi piccoli (ma grandiosi) espositori. Veniamo marginati in un’area a noi dedicata che ci da l’illusione di essere finalmente presi in considerazione dagli organizzatori di queste convention, quando invece è solo un modo per ghettizzarci ancora di più dandoci solo false speranze, basta solo pensare a DOVE vengono posizionate le aree dedicate alle autoproduzioni nelle fiere per accorgersi di quanto gli organizzatori ci considerano proprio “i margini” della loro manifestazione, un contorno del loro profitto. Purtroppo la realtà è questa: qui si pensa solo ai soldi e non alle persone.

Direi che con questo è tutto: hai qualcosa da aggiungere prima di terminare l’intervista?
Bene ora non so più che dire, ahahah, innanzitutto ti ringrazio per avermi concesso questa graditissima intervista e per ciò che fai anche tu nel tuo piccolo per le autoproduzioni italiane: continua così!
Concludo dicendovi che spero tantissimo di continuare a sviluppare IAR, ad aiutare la gente a conoscere il mondo delle autoproduzioni artistiche italiane e ad aiutare gli autori esordienti, non riesco mai a spiegare quanto mi faccia felice sapere di aver aiutato qualcuno e quando un autore mi ringrazia per il mio “lavoro” quasi mi commuovo! Vorrei continuare a fare questo per sempre, è il mio sogno ormai. Grazie ancora a tutte le persone che seguono IAR e per tutto il supporto che ci date, vi ricordo che se doveste accorgervi di qualcosa che non va all’interno del nostro progetto, se aveste consigli per aiutarci a migliorare o altro, noi saremo felici di ascoltarli e in caso di mettere in atto quello che ci proponete! La collaborazione, secondo noi, è fondamentale per crescere e creare un progetto volto solo a fare del bene, dunque nessun conflitto signori… Solo stando UNITI si va avanti!

2 commenti:

  1. Che cosa bella ç_ç Aww ma quella è Laputyn ovo *addita emozionata* E' sempre bello sentire che ci sono persone così che si preoccupano della cultura e degli artisti italiani. Mi sento più tranquilla e meno sola in questo mondo triste sapendo che esistono persone del genere ♥
    Brava Hinarichan che scovi queste perle e le condividi con noi, anche tu sei un'angioletto çvç ♥

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    1. Oooh, piace anche te Laputyn?
      Eheh, il senso di queste interviste è proprio quello di far conoscere a più gente possibile queste piccole realtà. u.u

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